Arte
Chiese chiuse al culto
CHIESA DI SAN GIUSEPPE
Chiesa del 1400-1550.
Gestita a suo tempo dalla confraternita di San Giuseppe; luogo dove venne portata per la prima volta la statua della Madonna della Neve del Gagini. In essa il Beato Antonio Franco (morto in odore di santità) soleva fare insieme ai luciesi numerosi pellegrinaggi. La chiesa venne chiusa dopo che i confrati chiesero il Castello per potervi portare la Madonna della Neve e porla su un alto monte a protezione dei luciesi. Attualmente sono visibili alcuni resti, consistenti in delle nicchie.

CHIESA DI SAN SEBASTIANO
Chiesa del 1400-1500.
Situata vicino alla cattedrale e all'episcopio; essa veniva gestita da una confraternita omonima, mentre attualmente è stata chiusa al culto.

CHIESA DELLA CANDELORA O PURIFICAZIONE
La chiesa Santa Maria della Visitazione detta comunemente della Candelora, subì restauri nel secolo XVIII, ma fu poi trasformata in sala per conferenze. Oggi è sede dell'Oratorio della Gioia di Madre Teresa di Calcutta.

MONASTERO E CHIESA DI SANT'ANTONIO
Situato sotto la cattedrale ed affidato alle suore che seguivano la regola benedettina; aveva un suo cappellano ed un altare dedicato a Sant'Antonio da Padova. Dopo le leggi di soppressione il monastero fu venduto a dei privati che lo adibirono ad abitazione privata.

CHIESA DI SAN DIONIGI
Situata in contrada "Gesù e Maria", anch'essa aveva un proprio cappellano. Fu chiusa al culto nei primi anni del 1900.

CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO
Chiesa del sec. XV. Situata in Via Facciata, con un’unica navata; si accedeva tramite un portale a tre cuspidi ed aveva accanto un ospedale (che doveva essere probabilmente un convento francescano).
In questo ospedale furono curati numerosi malati di peste; in esso prestavano aiuto morale e religioso i monaci, con il Beato Antonio Franco. Attualmente esiste il portale a 3 cuspidi ed un altare in pietra in cui si intravedono delle colonne ed un'ancona con due angeli oranti rivolti verso l'Eucaristia.

CHIESA DI SANTA MARIA DELL'ARCO
Fu eretta nel 1446 sotto il titolo di San Rocco e San Sebastiano. Distrutta dai terremoti, venne riedificata nel 1674 col nome di S. Maria dell'Arco, perché vicina all'arco della cinta muraria del paese. Attualmente la chiesa è stata chiusa al culto.

CHIESA SANTISSIMA TRINITA'
Chiesa di proprietà privata situata in contrada Serri ed attualmente chiusa al culto.

CHIESA DI SAN CRISTOFORO
Chiesa di proprietà privata situata in contrada Baiamonte.
Attualmente esistono solo il campanile ed alcuni resti delle pareti laterali.
Chiesa di San Francesco
La Chiesa ed il convento omonimo (trasformato in ospedale nel 1902 e successivamente nella casa di riposo per anziani "Luigi Calderonio") sorsero ad opera dei frati Cappuccini nei primi anni del '600.
I 2/3 della Chiesa sono stati abbattuti per far posto ad una piazzetta. In essa troviamo pregevoli dipinti, le statue lignee dell’Immacolata e di Sant’Antonio da Padova ed un grande crocifisso (opera del sec. XVII). Dal belvedere di San Francesco, Giuseppe Garibaldi (come ricorda una lapide apposta sul muro della chiesa) il giorno precedente lo scontro decisivo di Corriolo (20 luglio 1860), contemplò i luoghi delle operazioni militari.
Chiesa del Sacro Cuore
La Chiesa ed il convento di Santa Maria del Gesù (Sacro Cuore) risalgono alla prima metà del 1500. La Chiesa, ad un’unica navata, è stata ricostruita nel 1881. L'adiacente chiostro con 24 colonne in pietra arenaria è del 1521. Sul portone principale del prospetto, un'aquila reale di marmo riccamente istoriata. L'interno presenta: "l'estasi di San Francesco", tela di A. Biondo (1600), tra le più belle opere del '600 siciliano; la tela dei "SS. Crispino e Crispiniano" di autore Ignoto (sec. XVII); bel "Crocifisso ligneo" attribuito a Frate Umile da Petralia (1630); "Fonte Battesimale" del Calamech (1567); mausoleo del Barone Pancaldo (sec. XVI). In una sala dell’attiguo Convento delle interessanti statue lignee (sec. XVI e XVII).
Chiesa dell'Annunziata
L'Annunziata, monumentale chiesa (sec.XV), a tre navate divise da 10 colonne di pietra calcarea, delle quali due di stile corinzio, diverse dalle altre di stile dorico, si presumono provenienti dal tempo di Diana. Il prospetto presenta un magnifico portale del 1587 raffigurante l'Annunciazione. Sul lato sinistro si innalza il maestoso campanile coronato dai merli guelfi e ghibellini agli angoli. L'interno presenta un magnifico soffitto ligneo con mensole originarie del 400 e pregevoli opere d'arte. Sul primo altare di destra si può ammirare in tutto il suo splendore e la sua magnificenza la tavola della "Madonna delle Grazie" di Ignoto (sec. XV) il dipinto più antico e pregevole della città; la grande tela dell'Annunciazione di Antonio Biondo (1599); la tavola della "Circoncisione" di N.S.G.C., attribuita alla scuola di Polidoro da Caravaggio (sec. XVI); la splendida tavola della "Madonna delle Mercede" di autore Ignoto (sec. XVI); la tela di "Sant'Antonio da Padova" di Ignoto (sec. XVII); un magnifico fonte battesimale 1572); un tabernacolo di scuola gaginesca (sec. XVI). Notevoli le settecentesche decorazioni in stucco. Di grande pregio gli armadi della sacrestia (1751), ed un ostensorio d'argento (sec. XVI). Interessante museo parrocchiale nell'adiacente palazzo Vasari.
La Basilica Cattedrale
Il tempio ruggeriano del 1094 ad una sola navata e col prospetto rivolto verso il Palazzo Vescovile, venne ricostruito tra il 1607 ed il 1642, a tre navate divise da 12 poderose colonne in conglomerato, con cupola ultimata un secolo dopo. Il prospetto che dà sulla Piazza Beato Antonio Franco è impreziosito da un magnifico portale marmoreo di Gabriele de Baptista (1485). Solenne e vasta, di stile rinascimentale, custodisce numerose e preziose opere d'arte. Ricordiamo: la statua marmorea della Patrona Santa Lucia (sec. XV) attribuita al Laurana; Il grande dipinto (mq 24) dell'"Assunzione" che occupa l'intera parete di fondo dell'Abside, di Fra Felice da Palermo (1771); la tela di "San Biagio" di Pietro Novelli (1645); la tavola del "San Marco" di Deodato Guinaccia (1581); la statua in alabastro roseo dell'"Ecce Homo" attribuita ad Ignazio Marabitti (1771); la tela del "Martirio di San Sebastiano" di autore Ignoto (sec. XVII); il "fonte battesimale" di Gabriele de Baptista (1485); la tela dell'"Immacolata" di Filippo Iannelli (1676); le sculture della Cappella del Sacramento di Valerio Villareale (1773 - 1854) impreziosita dal gruppo dell'"Ultima Cena"; "Crocifisso Ligneo" d'Ignoto (1665). Pregevole il coro in noce intagliato attribuito a Giovanni Gallina da Nicosia (1650) e gli splendidi armadi della sacrestia che custodiscono artistici e preziosi paramenti ricamati in oro, argento e pittoresco. Del tesoro della Cattedrale (ostensori, reliquiari ex voto d'oro e d'argento) ricordiamo il reliquiario in argento dorato della Santa Spina, di orafo messinese (sec. XIV); il reliquiario d'argento dorato della "Santa Croce" (sec. XVI), una "mano argentea" con reliquia di Santa Lucia di Francesco Bruno, uno dei più rinomati argentieri messinesi del '600. Nelle cappelle laterali si trovano: la Statua di Santa Lucia del 1512, prossima agli stilemi di Francesco Laurana; l'urna in cristallo con il corpo incorrotto del Beato Antonio Franco, oggetto di particolare devozione.
Il Castello - Santuario
Il Castello arabo (837-851), svevo (1228), aragonese (1322) è stato protagonista della storia millenaria della città. Ospitò Federico II di Svevia che poteva dedicarsi alla caccia, suo svago preferito, sui monti vicini ricchi di selvaggina. Lontano dalle ingerenze dei vescovi delle vicine diocesi, nella "sua" Prelatura, poté preparare quella che fu definita "la crociata maledetta". Nel nostro Castello riecheggiavano i versi della scuola poetica siciliana ed una tradizione popolare vuole che nella prigione, sotto il vano della torre cilindrica (scoperta nel '67 durante l'esecuzione di lavori) abbia finito i suoi giorni suicida, Pier delle Vigne, Protonotaro dell'imperatore, caduto in disgrazia, che proprio a Santa Lucia doveva godere una stima particolare dal popolo come attesta una via del centro storico a lui dedicata. Ristrutturato ed ampliato da Federico II d'Aragona sovente fu teatro di eventi cruenti e sanguinosi. Nel '600, decaduto alle funzioni di difesa, abbandonato ed in rovina viene ceduto dal proprietario don Francesco Morra principe di Buccheri, a Mons. Simone Impellizzeri, Prelato del tempo (1673), che provvede subito alla ristrutturazione. La torre quadrangolare, pericolante, viene abbattuta per fare posto alla costruzione di un Santuario dove, al centro di una maestosa cornice barocca, viene collocata nel 1674 la stupenda statua marmorea della Madonna della Neve di Antonello Gagini (1529), proveniente dalla chiesetta rurale di contrada San Giuseppe. Da allora la dolce Castellana, dall'alto veglia sulla città. Nel 1695, nei locali ristrutturati, viene trasferito dal Palazzo Vescovile, il Seminario che diviene in breve tempo un rinomato centro di studi. Maestri insigni e personalità eccelse ne hanno percorso la storia. Basti ricordare il luciese Abate Antonio Scoppa, letterato, ambasciatore a Parigi del regno delle due Sicilie ed accademico di Francia ed il filosofo Pasquale Galluppi, natio di Tropea, che da giovinetto ebbe a studiare nel nostro seminario, divenendo professore di Teologia Dogmatica. Viene considerato un luciese d'adozione e molto opportunamente la locale scuola Media gli è intitolata. Ai piedi dello scalone d'ingresso, statua marmorea di San Michele Arcangelo attribuita al Calamech (1572), proveniente dalla diruta chiesa di San Michele.
All'interno della torre cilindrica, è collocata una preziosa biblioteca con incunaboli, cinquecentine e testi molto antichi. Dal belvedere del Castello incantevole panorama. L'occhio spazia da Capo Calavà a Capo Vaticano in Calabria con sullo sfondo, a fare da corona, le sette perle dell'Arcipelago Eoliano.
Chiesa di San Nicola
Chiesa del tardo medioevo con bel campanile. L'interno è ad un'unica navata con bel soffitto ligneo. Presenta alcune tele di pregevole fattura, una statua lignea di Santa Lucia e al centro di un ricco altare, statua in marmo di San Nicola, di scuola gaginesca (1570) e nell'abside alcuni affreschi raffiguranti episodi della vita del Titolare. Interessanti sono gli armadi della sacrestia.
Chiesa del Rosario
Eretta nel secolo XVI a ridosso della Cattedrale per celebrare la vittoria della flotta Cristiana su quella turca a Levanto. Divenne la chiesa dei nobili luciesi come attestano le iscrizioni sulle lapidi sepolcrali. Presenta degli interessanti affreschi ed un pregevole dipinto della "Madonna Del Rosario" del Guinaccia (1574).
Chiesa dei Cappuccini
La Chiesa ed il convento dei Cappuccini vennero edificati nel 1610 in posizione amena ed incantevole ad un tiro di sasso dalle mura della città. Nella chiesa troviamo le luminose tele dell'"Assunzione", di "Sant’Anna", dell'"Adorazione dei Magi" e della "Deposizione" di Fra Felice da Palermo (sec. XVIII); statua lignea di "S. Felice da Cantalice" attribuita ad un frate cappuccino dello stesso convento (sec. XVII); grandioso tabernacolo ligneo (1685). Sotto la chiesa troviamo la Cripta con i corpi mummificati dei notabili del tempo. In un lungo corridoio del convento sono esposti alcune tele che raffigurano guarigioni per intercessione dei santi (ex voto).
Chiesa di San Giovanni
Nell'antico feudo normanno di Pancaldo, oggi Borgo di S. Giovanni, frazione di S. Lucia del Mela, incastonata nel Palazzo baronale si trova l'antica chiesetta dedicata agli Apostoli Pietro e Paolo ed al Battista raffigurati sulla pregevole tela dell'altare maggiore. Una lapide ricorda che la chiesa venne rifatta nel 1900 dalla baronessa Vincenza Galluppi.
La Chiesa anche se in territorio Luciese, momentaneamente è sotto la giurisdizione ecclesiastica del comune di San Filippo del Mela.
Chiesa di Santa Maria
Il piccolo tempio sorge sulla sponda destra del torrente Floripotema ed è molto antico e di non poca importanza, se già agli inizi del 1300, al pari delle più importanti chiese urbane (Cattedrale e San Nicola), ha dovuto versare anch'essa ai collettori pontifici la sua quota di Decime. Una preziosa tavola della "Natività della Vergine", attribuita alla scuola di Polidoro da Caravaggio (1587), posta al centro dell’edicola, dal 1970 si trova in Episcopio.
Chiesa di Santa Caterina
E' molto antica, presumibilmente edificata sui resti di un altro tempio. Crollata nel 1780 e ricostruita nel 1926. Resti di affreschi forse di epoca bizantina sono ormai scomparsi. Presenta una pregevole ancona cinquecentesca in pietra arenaria dove al centro spiccava una stupenda statua marmorea di Santa Caterina d’Alessandria del Gagini (1536) che attualmente si trova nel Museo di Messina. Sulle pareti laterali vi è una statua di Santa Rita da Cascia, monaca agostiniana, che volle imitare la passione di Cristo; ebbe conficcata sulla fronte una spina staccatasi dal Crocifisso davanti al quale stava pregando. Il 22 maggio giorno della sua festività in Santa Lucia del Mela vengono benedette le rose, che dopo vengono essiccate ed usate come medicina oculistica.
Chiesa della Misericordia o di Santa Maria Assunta
Il tempio dedicato alla Madonna Assunta sorge in contrada Misericordia, a pochi passi dal torrente Mela. Esternamente non presenta nessuna particolare caratteristica, mentre al suo interno, ad unica navata, si può ammirare la piccola statua che viene portata in processione il 15 Agosto (giorno dei festeggiamenti).
In S. Lucia del Mela, la devozione della Madonna Assunta doveva essere nel popolo profondamente radicata da sempre, se il 22 ottobre 1769 il neo Prelato Mons. Scipione Ardino, consacrato Vescovo titolare nel marzo dello stesso anno, credette bene di consacrare e dedicare alla Assunzione della Vergine - elevandola nel contempo alla dignità di Basilica - la vetusta Cattedrale normanna, ricostruita dalle fondamenta nei primi decenni del secolo XVII.
In seguito a tale solenne dedicazione e consacrazione (a perpetuo ricordo è stata mirata un'iscrizione in marmo sulla porta della navata destra della chiesa che dà in sacrestia) venne commissionato al cappuccino Fra Felice da Palermo il quadrone grande (m. 4 x 6) dell'Assunzione che, inaugurato il 25 dicembre 1771, venne collocato nella parete di fondo dell'abside, dietro l'altare maggiore, dove tuttora si ammira.
Chiesa di Sant’Antonio Abate
Risale al sec. XVI ed era la Cappella privata del sindaco. Troviamo una bella statua del santo eremita ed una commovente scultura lignea del Gesù Morto.
Il Palazzo Vescovile
Costruito nel 1608 da Mons. Rao Grimaldi (35° Prelato), il quale acquistata la "casa grande" semidiruta sita in Piazza Maggiore (Piazza Duomo), a fianco della "Casa della Città" ( Municipio), per onze 300 (£. 3825) affida l’esecuzione dei lavori al maestro Vincenzo Ferriato da Novara di Sicilia ( suo è anche il progetto della Cattedrale). Quando l’edificio fu terminato Mons. Rao, con atto dell’otto Novembre 1613 ne fece donazione al Re come abitazione dei Prelati successori. Il Palazzo riuscì bello ed elegante, splendidamente costruito con vive pietre scolpite e con annesso un grazioso giardinetto. Nel prospetto, bel portale bugnato che termina con due pilastri sopra i quali sono scolpite le armi gentilizie di Mons. Rao. Subì danni ingenti in seguito al terremoto del 5-7 febbraio 1783. Negli anni '20 Mons. Ballo (58° Prelato), lo rese assai decoroso con pavimenti di marmo policromo e damaschi alle pareti. Abbellì la Cappella con un artistico altare del 1757 su cui troneggia una statuetta marmorea della "Madonna di Trapani". Le numerose opere d’arte che si trovano nei vari saloni fanno parte del Museo diocesano della Prelatura alla cui realizzazione ha profuso tante energie Mons. Raffaele Insana, Vicario Foraneo e parroco della Cattedrale.
Il Palazzo Comunale
Sorge nella medievale Piazza Duomo. Al centro del prospetto stemma marmoreo del Comune rappresentato da un’aquila recante un’effige di Santa Lucia. L’archivio storico del Comune è uno dei più completi e interessanri dalla Provincia. Vi si custodiscono, rilegati in pergamena, importani collezioni di documenti e manoscritti delle più remote antichità, la maggior parte riguardante le varie attività amministrative : Corte Civile, Corte Giuratoria e "Insinue" del notaro Parisi che vi sunteggiò intorno al 1750 gli atti più importanti degli antichi notari in una "Giuliana" di 11 volumi e le "scritture" di Don Marco Cocuzza.
Il Palazzo Basile-Vasari
Si trova nella caratteristica piazzetta Bando e risale al 1600. Il prospetto che non ha subito alcuna manomissione nel tempo, oltre il magnifico portale in pietra presenta lo stemma nobiliare della famiglia.
Si ringrazia per il gentile contributo l'Ins. Libero Rappazzo
Attività del Consiglio
e delle Commissioni
(Art. 21 Bis, L.R. 30/2000
e successive modifiche)
Estratto Atti
Pubblicità Notizia
(Art. 18, L.R. 22/2008
e successive modifiche)
Piano Regolatore Generale
CONTATTACI    icon 1 Sede Centrale - Piazza Duomo, 1 -- Uffici - Via Pietro Nenni, 2    icon 2 Tel. 090.934001 - 090.934017 (centralino) - Fax 090.935736

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